"La bestia" di Silvia Daveri

È il 1764, la Rivoluzione sta per arrivare, la Francia è turbata dalla comparsa di qualcuno o qualcosa che uccide.

Nei paesi del Gevaudan il terrore si diffonde e riaffiorano vecchie leggende. Una famiglia del luogo, fuggita dopo essere stata perseguitata in quanto accusata di essere composta da "lupi mannari" riappare nei panni di un giovane guardiacaccia estremamente affascinante.

Per i contadini e pastori abitandi di Le Malzieu, il piccolo paese di novecento anime del Gevaudan, dove si svolge gran parte della narrazione, è lui il colpevole.

La Bestia uccide, la Bestia lascia impronte troppo grosse per essere un lupo, la Bestia aggredisce soprattutto donne o bambini soli, nel fitto del bosco, poi si fa più coraggiosa.

Protagonista del romanzo è Marie Denty, una pastorella di quindici anni, che affronta la povertà e la solitudine (la madre è morta giovanissima, il padre è un uomo buono ma taciturno) leggendo storie. Marie, sarà per la sua innata curiosità, sarà per il suo sguardo, diverso da quello dei compaesani si trova immersa nella vicenda a cercare di capire. Presto si troverà invischiata più di quanto crede, più di quanto vorrebbe.

Le morti proseguono, il caso della zona del Gevaudan arriva sino alle orecchie del re e ai fogli quotidiani di Parigi. Luigi XV invia a Le Malzieu il comandante della segreta organizzazione Louveterie (una sorta di corpo speciale per la caccia ai lupi), Francois Antoine, con il compito di scoprire cos'è la Bestia e di portarne la testa a Parigi. Marie si trova, ben presto, accusata dai paesani e presa sotto la propria protezione proprio da Francois Antoine, ma la caccia non dà gli esiti sperati e nel villaggio si fa strada la convinzione che ad uccidere sia proprio Antoine Chastel, il diciassettenne appena rientrato dall'esilio, accusato di licantropia.Sarà proprio la curiosità di Marie nei suoi confronti, che poi diventerà qualcosa di più, a causarle il sospetto e poi l'aperta accusa dei compaesani, che la ritengono complice, sino a veri e propri tentativi di linciaggio.

Ognuno sembra avere la propria verità, tutti combattono per sopravvivere, la Bestia li osserva e continua a mietere vittime, perdendo ogni freno.

Il romanzo è un esordio di una giovane autrice aretina, Silvia Daveri, formatasi come scrittrice alla Scuola di Narrazioni "Arturo Bandini" di Nausika e costituisce un'ottima prova, una scrittura sicura, una tensione costante.

L'amore, la paura e il terrore, il pregiudizio, la meschinità e il dolore sono le cifre che caratterizzano il romanzo.

Si tratta di una lettura per tutti, che sarà particolarmente apprezzata dagli adolescenti e che apre, infatti, una collana che guarda, con particolare attenzione, a loro.

Ecco un estratto dalle prime pagine, un piccolo invito alla lettura:

Dopo due giorni di agonia, nonostante le amorevoli cure dei familiari, la ferita all'addome che aveva inzuppato i vestiti di Mathis se lo portò via. Ero andata a fargli visita e con la poca forza che gli restava, mi raccontò di come la Bestia l'aveva braccato. Nessuno della sua famiglia voleva ascoltarlo. Sembrava che chiudere occhi e orecchie fosse sufficiente a proteggere tutti: questo l'atteggiamento degli adulti, non riuscivo a capirli.

- La Bestia mi aspettava al di là del ponte... - bisbigliò Mathis.

Appena l'aveva oltrepassato si era sentito osservato, com'era successo a me. Mathis era certo che i genitori sapessero più di quanto non volessero far intendere. Il padre, la sera dell'attacco, aveva consegnato al figlio la baionetta. E fino a quel giorno, il 18 novembre 1764, quando Mathis morì e la Bestia fece la sua comparsa nel Gevaudan, nessuno dei pastorelli di Le Malzieu era mai andato armato nel bosco.

Il mio amico era rimasto solo, al primo rumore il gregge era scappato. Mathis aveva sentito un peso cadere e il bosco gli aveva restituito una pecora sgozzata. A quel punto era corso al villaggio, fino a che, stremato, si era fermato al riparo di un albero e lì, era stato attaccato.

Pensavo a questo mentre aspettavo che ci radunassimo in piazza.

- Manca nessuno?

- No Marie, siamo tutti – rispose Elisabeth.

- Andiamo. Mettiamo gli animali davanti, noi staremo in fondo alla colonna. Manca un'ora al tramonto, arriveremo prima di sera.

Per giorni nessuno aveva mandato i ragazzi in alpeggio. Gli animali avevano fame, non potevamo più aspettare, se fossero morti il villaggio non avrebbe superato l'inverno. Per questo proposi di organizzare un gruppo.

Mio padre protestò, non voleva lasciarmi andare, disse che dovevano occuparsene gli uomini, sarebbero andati loro, a turno, portando gli armenti di tutti. Ma poi si dovette arrendere al fatto che, se non fossi andata al pascolo, avrei dovuto gestire i campi, lavoro troppo faticoso e che mi avrebbe fatto stare da sola in aperta campagna. La mia era la situazione infelice delle altre famiglie, e, con il cuore gonfio di preoccupazione, gli adulti accettarono.

Per organizzare il gruppo reclutai i più grandi tra coloro che erano in età da pascolo. Non eravamo molti, più che altro ragazze, i maschi prossimi a diventar uomini si occupavano dei campi.

Quando partimmo, quel pomeriggio, formavamo una fila di animali e giovani anime. Mentre attraversavo il ponte mi chiesi che destino ci attendeva...

Federico Batini

La Bestia

Silvia Daveri

edizioni Reverie

2012, collana ForTeen

(la recensione può essere usata da siti, quotidiani, riviste citando la fonte e l'autore)

Romanzo disponibile alla Libreria Universitaria Leggere in Via Cittadini, ad Arezzo e nelle migliori librerie.

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