Ospiti

In anteprima nazionale il 3 luglio 2009, Nessuna Pietà. Dieci canzoni e dieci testi che raccontano grandi tragedie dell’umanità. Un libro e un disco pubblicati da Magazzini Salani in collaborazione con Nausika insieme a Regione Toscana, Amministrazione Provinciale di Siena, Comune di Poggibonsi, Fondazione MPS, Fondazione E.L.S.A., Sienambiente, in uscita i primi di luglio in tutte le librerie, che ha visto la preziosa collaborazione di artisti come  Piero Pelù, Stefano Bollani, Ginevra Di Marco, Arturo Stalteri, Riccardo Tesi, Cisco, AmbraMarie, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Luca Scarlini e tanti altri. Nessuna Pietà nasce dall’idea di utilizzare la forza e l’emozione della musica per tradurre in canzoni le più grandi tragedie dell’umanità, a partire dal genocidio dei pellirossa fino al grande flagello dell’emigrazione, passando per il campi di sterminio, la bomba di Hiroshima, i gulag, i desaparecidos.
Le canzoni sono nate dai testi di Marco Vichi, sui quali Nicola Pecci ha scritto le musiche e protagonisti del progetto sono un gruppo di musicisti d'eccezione che hanno scelto per la loro formazione il nome DAGO, una parola che indicava con disprezzo gli emigranti negli Stati Uniti all’inizio del Novecento.
Parte dei proventi del libro e del disco, 90 centesimi per ogni copia venduta, e le donazioni raccolte il 3 luglio durante il concerto saranno devoluti ad Emergency.
 
Nessuna Pietà, il disco
Il disco presenta dieci canzoni che affrontano le più grandi tragedie della storia dell'umanità, tra cui “Grande Spirito” cantata da Piero Pelù, sullo sterminio dei pellerossa, “Eterna memoria” interpretata da Ginevra di Marco, sulla condizione degli schiavi d'America, “Jahwol” sui campi di sterminio cantata da Alessandro Ledda, “belpaese” sulla seduzione del potere e i totalitarismi con Luca Scarlini, “Dormi bambino”, una ninna nanna sulla bomba atomica di Hiroschima, “Popolo sovrano” con la voce di Cisco, sulla terribile realtà dei gulag, “La vostra guerra”, con le atroci vicende dei desaparecidos, “In mezzo al mare”, con al centro i drammi vissuti dai bambini, sempre e comunque vittime di tutti i conflitti, cantata da AmbraMarie, “Il mio dovere”, con al centro la vicenda delle Torri Gemelle, “Addio amore”, con Stefano Bollani al pianoforte e alla voce in un lamento di un nuovo emigrante africano, che lascia la sua terra per cercare fortuna in Europa.
 
Nessuna Pietà, il libro
Il volume abbinato al disco si apre con l'introduzione di Carlo Lucarelli. Le altre parti del libro, in corrispondenza delle canzoni del disco presentano interventi di Joy Harjo, poetessa e saggista nativa americana, Bernardine Evaristo, poetessa e romanziera di origini caraibiche, Francesco Rotondi, storico del negazionismo, Giorgio Amitrano, massimo studioso italiano di cultura giapponese e scrittore, Gian Piero Piretto, professore di cultura russa a milano, Massimo Carlotto, scrittore,  Luca Rastello, scrittore e giornalista, Luca Scarlini, saggista e scrittore, Hamid Ziarati, iraniano residente a Torino, autore di Salam Maman, e Igiaba Scego, somalo-romana, autrice di “Pecore nere”.
La selezione musicale di Andrea “Pupillo” De Rocco (real-time sampling, organetto diatonico dei Negramaro) non ha una scaletta fissa, ma si adatta di volta in volta al luogo, alla sua atmosfera ed alle reazioni del pubblico. 

E’ un viaggio musicale tra i vari generi, dall’etno all’elettronica, dal rock al jazz, senza dimenticare reggae o dub, toccando talvolta atmosfere retrò dimenticate…

Performance selezionate per il concorso Arezzo Poesia - "Premio Sergio Manetti"

LETTERA DI UNA PAZZA - di A. Floriana La Rocca
Dal libro di poesie “Nicchia”, di cui è autrice, verrà estrapolato lo scritto ”Lettera di una pazza” da rappresentare come performance teatrale.
L’interpretazione si basa sui racconti di una donna realmente vissuta narrati all’autrice relativi alle sue drammatiche esperienze in manicomio. La devastazione della sua anima e della sua psiche, soprattutto nei periodi in cui subiva l’elettroshock, hanno ispirato la lettera.
L’ANIMA DEL VIOLINO - di Liliana Ugolini
Una ragazza suona felice un violino immaginario. Poi lo trova e cerca di suonarlo per brevi cenni mentre una voce fuori campo (in breve) dice l’impotenza della ragazza a suonare. Nel silenzio, la ragazza scuote il violino cercandone i suoni che restano muti. Allora lo appoggia in terra e come un rito si toglie la coroncina di fiori che ha sulla testa mettendola sul violino, poi si spoglia restando in tutina: Entra in un involucro dello stesso colore del violino, animando di se una forma che richiama quella del violino e dei suoni che nel frattempo hanno ripreso. Sparisce portandosi via il violino di cui è diventata l’anima.
IL PAESE INCANTATO. Recital di poesie. - di Marco Brogi
Le canzoni di un cantatutore, Nicola Costanti, vincitore due volte del Premio Tenco, un grande disegnatore, Max Cavezzali, in piena azione, un poeta, Marco Brogi, che legge i suoi versi, accompagnato dalla chitarra di Pino Polistina.
E’ la fotografia del Paese inCantato, recital di poesia che propone ritratti in versi e a matita di cantanti italiani e stranieri, tra cui De Andrè, Battiato, Jovanotti,Gianna Nannini, Guccini, Rino Gaetano, Vasco Rossi, Bob Dylan, John Lennon. Si tratta di uno spettacolo tratto dall’omonimo libro, uscito a ottobre 2008 per Zona e già recensito, per la sua originalità, sui notiziari tv di Rai1 e Rai 3 Toscana.
Nello spettacolo di Brogi interagiscono musica, parola e disegno, in questo caso gli ironici ritratti dei cantanti eseguiti da Max Cavezzali sul momento, dando luogo a una singolare miscela di arti. Le poesie dedicate ai cantanti da Brogi sono anche un pretesto per raccontare il nostro paese con ironia e leggerezza. A rendere il recital ancora più interessante, la lettura dei commenti che alcuni cantanti hanno inviato all’autore non appena letta la poesia che li riguarda. Bellissimi i testi inviati da Vecchioni, Jovanotti, Carmen Consoli, Enzo Jannacci.
DUE CHIACCHERE CON IL DIAVOLO - di Massimo Triolo
Il componimento presentato durante la performance è volto a omaggiare i “Dream Songs”: un insieme di canti pubblicati dall’autore nordamericano John Berryman (1914-1972), nel 1968, a soli quattro anni dalla sua drammatica morte per suicidio.
Esso è ispirato e prende idealmente le mosse da sette liriche, da me composte secondo quel medesimo intento, e disposte tatticamente all’interno del florilegio di poesie intitolato “Due Chiacchiere con il Diavolo” (Editrice Zona, 2005), secondo un preciso leight motive: 
I. Quella Cosa Fosca e Lucente
II. Solo e Smarrito
III. Cristalli di una Notte
IV. Cenere
V. Sono Soltanto Io
VI. Non Lasciarmi in Limite
VII. La mia fetta del Nostro Niente.
La performance verrà accompagnata dal brano musicale “L’Hiver Doux”, Ashra Temple.
IL RACCONTAIO - di Luca Rossi
Oggetti animati, animali parlanti... Le "poestorie" di Luca Rossi, pensate e scritte per la performance, come nelle favole di Lafontaine non si limitano a raccontare storie in versi, ma ci offrono una lente acuta e dissacrante per guardare da molto vicino ciò che più ci è familiare, e imparare una lezione.  
MA QUELLA CAFFETTIERA NON GIRA PIU’ - di Peppe Cavallari
Nell’interpretazione de “Ma quella caffettiera non gira piu’” (proposta per l’occasione nella sua versione più asciutta, senza accompagnamento musicale), Peppe Cavallari mette in scena innanzitutto una tragicomica emotività, grazie alla spontaneità di una recitazione forsennata, ossessiva, grottesca, che ispira un’improvvisa e via via crescente attenzione psicologica.
La partecipazione fisica e mimica è totale, la sua è una presenza propriamente teatrale, euforica e paurosa, buffa e severa, che sa occupare uno spazio qualsiasi per trasformarlo immediatamente in scena, la scena di un discorso poetico che nella sua fluida metamorfosi passa dalle poesie (che sembrano emergere in una trance ipnotica) al paradossale soliloquio: il tema, che assicura la tenuta logica della rappresentazione, è (come d’altronde nel libro) fondamentalmente autobiografico ed esistenziale, tra storie d’amore e di economia domestica.
IL TANGO DEL BORNEO - di Roberta Vezzosi
Ovvero spettacolo in estati d’altre notti in certe sere secche di stelle….
In una casa abbandonata, un improbabile proprietario è alle prese con un ipotetico inquilino.
In questa breve situazione di botta e risposta, contrattazione già abbastanza piena di simbolismo, l’inizio della vicenda.
L’inquilino felice di aver ottenuto la casa, perché gli piace davvero, comincia ad esaminare alcuni  oggetti presenti, prima di trasferirli in cantina. Questi oggetti semplici; un giradischi vecchio e funzionante, dei quadri con dietro delle scritte, vecchi vangeli, fogli appallottolati, prendono la curiosità dell’inquilino che la condurranno per sentieri eccitati. Musiche gradevoli, canzoni, storie, così l’anima della casa o di chi l’ha abitata sembra prendere vita e forma. In questi viaggi Roberta Vezzosi si materializza un po’ buffa e pazzesca, balzando qua e la dalla corda del funambolo, Chiara Riondino, cantando le poesie del libro, con la sua voce roca, da ruggito e potenza al ricordo.
Il Tango del Borneo, come stelle cadenti, ripropone in un’eco, quasi aspetti singoli del ricordo che però sono memoria collettiva che non si perdono e si rinnovano in quanto la poesia che da prima scaturisce da un processo di creazione estetica, poi come una goccia di sorgente va piano piano contaminandosi con i semi della vita, arricchendo il suo DNA. La voce dell’io narrante necessita di vivere in musica o di ricercare altre possibili armonie. Con la collaborazione della “Nuvole compagnia” la parola poetica si sperimenta in nuove forme di teatro.
E’ UNA FORTUNA VIVERE A FIRENZE? - di Roberto Mosi
La lettura del libro sarà a tre voci: l’autore, l’attore e un’attrice.
L’accento è sulla bellezza-piacere di vivere gli spazi della città, di attraversarli, di abitarli. C’è solo un soffermarsi, in questa scelta, al tema degli ultimi, degli emarginati.
MONOLOGO DELLE ESISTENZE - di Federica Salvatori
L’esibizione teatrale di Federica Salvatori accompagnata da Sonia Di Guida sarà un monologo corale in cui la voce silenziosa della parola scritta acquisterà il suono del significato stesso del testo: una donna girata di spalle, una donna nasconde il volto dietro una maschera frontale al pubblico. La maschera è l’elemento scenico che fa da medium della coscienza (…) coscienza rappresentata dall’altra donna girata di spalle. Emergerà pertanto una ricerca dell’identità grazie al passaggio della maschera fra le due attrici a significare l’incompiuta ricerca della “Parola” nel definire se stessa e in tale “Monologo”, la possibilità di compiere infinite danze dell’intelletto di cui un video proiettato ne rappresenterà una porta d’accesso.
A segnare tale passaggio, versi si snoderanno in un sottofondo musicale, come dei mantra, che si chiuderanno con l’entrata in scena della maschera che intima il Silenzio: SILENT ET TACETE.
ICAREIDE - di Giovannantonio Macchiarola
La performance proposta consiste nella recitazione di alcuni moduli, o stralci, estrapolati dal poemetto “Icareide” con la proiezione di un video con immagini, testo e musica.
“Icareide” è la storia di un uomo “come tutti” che vive, tuttavia, di un desiderio di riscatto dalla “assurda ragnatela” della sua esistenzialità, di un’ambizione verso altri mondi, di un’ansia che gli cresce dentro e che, per gli interrogativi che pone, si scontra con il reticolo inflessibile del sociale, “gli altri”, in un elaborazione tragicomica che gli consente di recuperare la consapevolezza di se, il volo negli spazi interiori, per cogliere nella trama vivida e cruda della realtà la propria dolorante inadeguatezza al volo e i limiti della propria umanità.
Montevertine è sponsor di Arezzo Poesia  
DEEP! (riccardo paffetti TYFTDM, emanuele alpini, samuele bertocci) è un progetto che nasce dalle ceneri di una delle band che ha piu rappresentato il funk e l' r'n'b nel panorama aret ino, i RADIOTAXI24H.
DEEP! propone un dj set dalle sfumature funk old school alle piu recenti influenze electro - funk, creando una miscela di beat sincopati, casse in quattro, groove ruvidi... da ballare ma anche da sorseggiare...
LISIA ERA UN PAESE MOLTO PIOVOSO E MOLTO ARCOBALENOSO, DOVE NON C’ERANO UOMINI. QUI VIVEVA CICCIOCORALLO, UN ALBERO D IMELE ROSSE. SU DI LUI, ORMA IDASECOLI, AVEVA MESSOCASA UN BRUCO DI NOME GUALTIERO, AL QUALE, GRAVEMENTE MALATO, SERVIVA UN AMEDICINA: UNA RESINA SPECIALE CHE NASCE SOLO SULL’ABETE NANO, DENTRO ILBOSCO STRANO CUSTODITO DALLA…BESTIA. A LISIA ARRIVA, DOPO ESSERS IPERSO, ILCANE DA CACCIA BAMBI. NONOSTANTE LE RITROSIE DI CICCIO CORALLO, GUALTIERO LO ACCOGLIE BENEVOLMENTE. PER SDEBITARS IBAMBI, IN COMPAGNIA DEL GHIRO TOMMY, PARTIRÀ ALLA VOLTA DELL’ABETE NANO IGNARO DELLA… BESTIA. BAMBI E TOMMY RIUCIRANNO A PROCURARSI LA MEDICINA ?
 
Una mia piccola presentazione analitica: 

a) Albano Ricci - nato a Cortona (Arezzo) il 13/12/1977 

b) Amo: 

- Gabriel Garcìa Marquez perché è mitico, Virginia Woolf perché è una donna e come una donna che s'impegna sa raccontare l'inafferrabile, Flaubert perché era un grande - mi divertono Pennac e Carver e i racconti di Salinger e... (narrativa); 

- Alda Merini perché ha dei passaggi spiazzanti e semplici, Pier Paolo Pasolini per tanti-troppi motivi, Attilio Bertolucci per la provincia che è anche la mia, Pablo Neruda per le metafore, Federico Garcìa Lorca per la forza, Montale perché più lo leggi e più lo rileggeresti (poesia);

- Francesco De Gregori (Mimì sarà), Ivano Fossati (Una notte in Italia), Paolo Conte (Un gelato al limòn), Fabrizio De André (Hotel Supramonte), Francesco Guccini (Quelli che non), Roberto Vecchioni (Arthur Rimbaud), Franco Battiato (Stranizza d'amuri), Lucio Dalla (Anna e Marco), Fiorella Mannoia (Quello che le donne), Bruce Spingsteen (Segret Garden), Bob Dylan (Like a rolling stone) - basta il titolo di una canzone, è ampiamente sufficiente (musica); 

- Vittorio Zucconi, Gianni Clerici, Natalia Aspesi, Michele Serra - basta leggerli, o no?! (giornalismo); 

- Bernardo Bertolucci perché è allo stesso momento epico e minimalista, Sergio Leone (di cui ritengo C'era una volta in America capolavoro!!!, mio secondo film assoluto Noodles: "Sono andato a letto presto") perché è Sergio Leone, Pupi Avati perchè mi piace tanto quando ricostruisce le emozioni in un attimo, James Ivory per quell'Inghilterra lì, Lars Von Trier ( Le onde del destino, primo film assoluto, senz'altro) perché non ha limiti, Luchino Visconti perché è un grande esteta. Come non indicare La stanza del figlio di Nanni Moretti, Tutto su mia madre o Parla con lei di Pedro Almodovar, Fuori dal mondo di Giuseppe Piccioni, Tutta colpa del paradiso di Francesco Nuti. A proposito di attori: Diego Abatantuono, Margherita Buy, Robert De Niro, Anthony Hopkins (cinema) 

d) La scrittura è per me un'ossessione, certo. Trovo delirantemente e faticosamente panica la furia dell'impastare parole, slucidare aggettivi, scomporre avverbi. Mi tortura ogni giorno che passa sempre di più lo specchio del foglio bianco e della parola giusta. Credo sia instabile e imperfetta comunicazione sempre al di là di ogni, seppur ingenua, ostinazione di compostezza formale. Ma ogni piacere in quanto piacere è imperfetto, in più posso rischiare di prenderne il vizio. Ah sì alla fine è una conflittuale dipendenza che vorresti allontanare per trovare quiete ma ti scova, non la scovi!, in continuo. Se posso vorrei tacere le mie aspirazioni, preferisco confondere le carte, imbrogliare. Non me ne vogliate. "la vita non va vantata, i figli van detti magri, pochi, i denari finti e vili, insomma, l'uomo deve nascondersi, acquattarsi, cercarsi cunicoli.Bisogna non avere nome, nascere e fuggire, dare indicazioni false, mentire, mentire sempre" (Giorgio Manganelli). 
Associazione Nausika
Via Ombrone 24/26, 52100 Arezzo
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