GIUSEPPE LO BIANCO

Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. Ha scritto anche per “Il Giornale di Sicilia” e “L’Ora” e oggi collabora con “L’espresso” e “MicroMega”.
 
IL LIBRO
“SE TU UCCIDI QUALCUNO IN QUESTO MODO O SEI PAZZO O HAI UNA MOTIVAZIONE FORTE. SE GLI ASSASSINI SONO RIUSCITI A SFUGGIRE ALLA GIUSTIZIA PER TRENT’ANNI, PAZZI NON SONO CERTAMENTE… AVEVANO UNA RAGIONE IMPORTANTE PER FARE QUELLO CHE HANNO FATTO. E NESSUNO LI HA MAI TOCCATI.” Dall’intervista inedita a Giuseppe Pelosi pubblicata in Appendice al libro.
Eccolo il mistero italiano. Il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano in mano le informazioni giuste per raccontare la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi. Erano gli anni Settanta. Il primo stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell’Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Il secondo stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul “Corriere della Sera”. De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l’uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il “sistema Cefis” (controllo dell’informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico) mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica, così come aveva capito e cercato di raccontare Pasolini in petrolio, romanzo politico che invece fu letto solo in chiave letteraria. Le carte dell’inchiesta del pm Vincenzo Calia, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l’intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un’approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica. Rimane una domanda: dov’è finito l’Appunto 21 di Petrolio misteriosamente scomparso?
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