Anno domini 2013, il ritorno del Decameron

Cento racconti di 40 autori toscani, nel settimo centenario dalla nascita di Boccaccio un omaggio curato da Marco Vichi

di Elisabetta Arrighi

FIRENZE. Una cosa è certa. Novecento pagine sono un malloppo capace di impressionare anche il più accanito dei lettori. Poi si guarda il titolo e la curiosità comincia serpeggiare. Che sarà mai questo "Decameron 2013"? Boccaccio è morto da un pezzo e costui, tal Marco Vichi che cura il volume, da quale secolo sbuca per planare ora in libreria? Poi ricordi. Ah, Marco Vichi. No, non è uno scrittore trecentesco, ma un prolifico autore fiorentino dei giorni nostri, che ha "inventato" il commissario Bordelli. E questa volta - lasciando da parte storie nere, delitti e indagini - si è calato nei panni del "curatore", leggendo, rileggendo, limando, e scegliendo i racconti di quaranta autori - tutti toscani - che riunitisi virtualmente nel castello (immaginario) di Fontenera per trascorrere alcuni giorni lontani dal logorio e dallo stress della vita moderna, si sono messi a "novellare" per raccontare, spiegare e interpretare i nostri difficili tempi.

Dieci giorni, dieci storie al giorno. Cento racconti e, appunto, novecento pagine da leggere. Sulle orme di Boccaccio che con il suo "Decameron" ha rimandato nei secoli e fino ai nostri giorni l'immagine di una società - quella del Trecento - logorata dalla "Grande peste" . Era il 1348 e sette ragazzi e tre ragazze si rifugiarono in collina a Firenze, dove per passare il tempo decisero di raccontare a turno delle novelle che parlavano di amore, di fortuna, di ingegno... Allora c'era la peste, un'epidemia che oggi, nel nuovo "Decameron", si chiama invece spread e "Grande crisi".

La scelta di Felici Editore. Così nel 700mo anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio che "cade" il 16 giugno, Felici Editore di Pisa insieme alla Regione, alle associazioni Itaca e Nottola di Minerva, all'Ente nazionale Boccaccio, al Comune di Certaldo e all'Ente per i festeggiamenti dell'anniversario, ha pensato di "costruire" questo nuovo "Decameron", racconti moderni che non vogliono scimmiottare - tantomeno nel linguaggio - il capolavoro boccaccesco, ma essere ben piantanti nella realtà di oggi. Il debutto del volume (euro 18) sarà giovedì al Caffé delle Murate di Firenze (ore 18.30). Seguiranno presentazioni - con letture dei racconti - a Certaldo, città dove Boccaccio (fiorentino di nascita) morì nel 1375; Vicchio (24 giugno), Vaiano (28 giugno), Fosdinovo (primi di luglio, data da confermare), Altopascio (13 luglio), Massa Marittima (16 luglio), Lamporecchio (18 luglio), Borgo San Lorenzo (14 settembre), Pisa (28 settembre). A fine estate la distribuzione di "Decameron 2013" sarà fatta anche a livello nazionale.

La grande idea. «L'idea di questo nuovo "Decameron" mi è stata presentata mesi fa da Simone Sacco di Felici Editore: dissi subito di sì, perché mi piacque immediatamente. E' stata un'opera monumentale, che mi ha fatto guadagnare (sorride, ndr) anni di purgatorio. Sono racconti "liberi" - spiega il curatore Marco Vichi - dai quali emergono la crisi e il disagio che si colgono nella loro interezza».

E fu così che quaranta fra scribacchini e scribacchine, uno dopo l'altro, andarono ad ingrossare le fila - in un'ambientazione calata all'inizio "in uno dei mille prati del giardino di Boboli" e poi nel castello immaginario (in Chianti) di Fontenera - alla pattuglia di autori che poi i racconti li hanno pensati e scritti. «Una narrativa molto libera - sottolinea Vichi - dove non si trova, se si fa un parallelo con l'opera di Boccaccio, la costrizione di certi argomenti».

Gli "scribacchini". All'appello del "Decameron 2013" hanno risposto - fra gli altri - Sandro Veronesi ("perché il narrare è conoscenza che cura i maloi dell'animo e ci fa scoprire gli altri e noi stessi"), Luca Scarlini, Riccardo Nencini, Leonardo Gori, Daniele Nepi, Simona Baldanzi, Federico Batini, Athos Bigongiali, Paolo Ciampi, Emiliano Gucci, Vincenzo Pardini, Piercarlo Visconti, Paola Zannoner, fino ad Alessandro Benvenuti, attore, regista, autore e novellatore. «Questi scrittori firmano racconti "veri", non sperimentali, da leggere davanti al camino, perché volevo storie tutte da raccontare» aggiunge Vichi. Le ambientazioni sono non solo in Toscana, ma anche in altri luoghi italiani e all'estero.

L'emozione di esserci. «Nessuna riscrittura o rivisitazione. Nessuno ha tentato di "fare il verso" a Boccaccio, semmai si è cercato di ricreare quello spirito che dette vita al "Decameron". Le storie sono scritte in maniera moderna e con la sensibilità di oggi. Anche se, forse, lo spread è peggio della peste...». Leonardo Gori, uno degli scrittori del "progetto", firma due racconti: «Il primo, molto serio, drammatico, si intitola "Ero gobba" ed è una storia vera, che avevo sentito tante volte. Si svolge in un paese tra Firenze e Siena ai tempi della seconda guerra mondiale dove la cameriera di un farmacista con una scoliosi molto accentuata (di qui il titolo, ndr) si rende protagonista di un atto eroico. Il secondo racconto - prosegue Gori - è "Il suo romanzo più bello". Un divertimento, una storia giocosa, forse un po' gialla, paradossale, beffarda e autoironica. Un rapporto fra due scrittori coetanei, che vivono nello stesso territorio. Cerco di far risuonare nel racconto le corde del Boccaccio e delle giornate lievemente boccaccesche. Mi sono divertito ed emozionato e credo che partecipare a questa raccolta sia stata un'occasione unica. E' come essere in villa a novellare». Insieme a Lauretta (una delle tre narratrici del "Decameron" originale), Guccio, Chiorba, Cippo, Civetta, Gogo, Farmaco, Lippo, Lorenzaccio, Milla, Speziale, Tosca, Visconte, Zanna, Zucco... Tutti su a Fontenera, ospiti del Principe e di Bobo, "il suo bastardino dal pelo ispido e grigio".

Marco Vichi

(Firenze, 20 novembre 1957) è uno scrittore italiano che vive nel Chianti.

Scrive su riviste e quotidiani nazionali ed è stato il curatore di antologie come Città in nero ( Parma, Guanda, 2006) e Delitti di provincia (Parma, Guanda, 2007). Nel 1999 ha realizzato per Radio Rai Tre alcune puntate del programma "Le Cento Lire", dedicate all'arte in carcere. Ha esordito con numerosi racconti pubblicati su svariate riviste italiane.

Il suo primo romanzo è L'inquilino, edito da Guanda, nel 1999 (di questo romanzo Vichi ha scritto una sceneggiatura insieme all'amico Antonio Leotti).

Nel 2002, con Il Commissario Bordelli, ha fatto la sua prima apparizione il commissario protagonista di una serie di polizieschi ambientati nella Firenze degli anni sessanta.

Nel 2004 ha vinto il Premio Fedeli con Il nuovo venuto.

Ha anche allestito spettacoli teatrali e curato sceneggiature televisive, tenuto laboratori di scrittura in diverse città italiane e presso l'Università di Firenze.

Nel 2009 vince il Premio Scerbanenco con il romanzo Morte a Firenze.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Leonardo Gori

(Firenze, 1957) è uno scrittore italiano, autore di libri gialli.

Farmacista, per molti anni si è interessato al fumetto e al disegno animato sia come studioso che come collezionista. Nel 2000 ha esordito nel giallo con il romanzo Nero di maggio, in cui compare la figura del capitano dei carabinieri Bruno Arcieri, soldato, agente segreto e investigatore, che tornerà in molti suoi romanzi. Il romanzo L'angelo del fango, pubblicato nel 2005 ha vinto successivamente due prestigiosi premi letterari italiani: il Premio Scerbanenco e il Premio Fedeli.

Gianmarco D'Agostino

Gianmarco D'Agostino è nato ad Arezzo nel settembre 1977 e si laurea in Storia e Critica del Cinema presso l'Università degli Studi di Firenze.

Ha scritto e diretto i documentari di tutte le edizioni del progetto 100 Itinerari più 1, finanziato da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, tra cui i docufiction Viaggio in Valdarno e Settembre in Mugello e Val di Sieve, e il cortometraggio La fuga, sceneggiato insieme allo scrittore Marco Vichi.

In questi anni ha affiancato l'esperienza di aiuto regia in produzioni televisive e cinematografiche, alla regia o alla scrittura di documentari e cortometraggi per vari enti pubblici tra cui: Associazione Italiana Dislessia, INAIL sede regionale Valle d'Aosta, Consiglio Regionale della Toscana, Mediateca Regionale Toscana.

Nel 2009 ha ideato e realizzato per INAIL Direzione Regionale Toscana dieci spot televisivi per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, intitolata Per me la sicurezza è....

Nel 2010 la collaborazione con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, iniziata con il documentario Vita Augustini di Benozzo Gozzoli, si consolida con Il Tempo di Michelangelo, dedicato alla Cappella Sistina in Vaticano e alle Cappelle Medicee in San Lorenzo a Firenze.

Il 20 giugno 2012 è stato proiettato al cinema Odeon di Firenze il documentario Oggi voglio parlare, girato nelle carceri di Firenze e Ferrara e prodotto da Regione Toscana.

Attualmente è in sviluppo il documentario Florence, the Consul and me, che racconterà la storia di Gerhard Wolf, console tedesco a Firenze durante l'occupazione nazista, che contribuì a salvare numerosi ebrei e partigiani. Questo progetto è stato selezionato per ARCHIDOC 2011, workshop di sviluppo finanziato dal Programma MEDIA e tenuto da La fémis (Paris), e VERZIO DocLab 2012, workshop di sviluppo durante il VERZIO Human Rights Documentary Film Festival (Budapest).

Enzo Fileno Carabba

Enzo Fileno Carabba (Firenze, 1º maggio 1966) è uno scrittore italiano. È autore di romanzi e racconti fantastici e noir. Ha vinto il Premio Calvino 1990 con il romanzo Jakob Pesciolini. È inoltre autore di libretti d'opera, di sceneggiature radiofoniche e di racconti per ragazzi.

Durante il liceo ha come insegnante Angelo Marchese che segue e incoraggia i suoi primi tentativi letterari, rimanendo anche in seguito un suo attento lettore (il saggio L'esordio narrativo di Enzo Fileno Carabba è apparso sulla rivista Otto/Novecento, n.1, 1993). Studia composizione e pianoforte presso la scuola di musica di Fiesole. Ha come maestro Sylvano Bussotti, con il quale in seguito collaborerà scrivendo i testi per alcune sue opere.

Si iscrive alla facoltà di filosofia. Suo docente di teoretica e di logica è Luciano Handjaras.

Nel 1988 esordisce come poeta: alcune sue poesie sono lette da Piera degli Esposti al Bussotti Opera Ballet. Si lega alla giornalista e traduttrice dal francese Domitilla Marchi, dalla quale avrà 4 figli.

Nel 1990 partecipa al Premio Calvino. Era sua intenzione partecipare soltanto alla sezione dedicata ai libretti d'opera e solo all'ultimo momento decide di aggiungere, nella spedizione, anche il romanzo che aveva da poco terminato di scrivere. Ed è proprio con questo testo, intitolato Jakob Pesciolini, che nel 1991 vince il premio. Con il titolo Jacob Pesciolini (la k viene sostituita da unac per un errore tipografico) è poi pubblicato da Einaudi nel 1992. Seguono, sempre per Einaudi, La regola del silenzio (1994) e La foresta finale (1997), i quali compongono, insieme con il romanzo d'esordio, un'ideale trilogia fantastica.

Tra il 1993 e il 1994 svolge il servizio civile, come obiettore di coscienza, in un comitato della Croce Rossa nel Valdarno. Questa esperienza sarà lo sfondo autobiografico del suo quarto romanzo,Pessimi segnali (Marsilio, 2005), già uscito nel 2003 in Francia nella "Série Noire" di Gallimard, in una versione ancora più visionaria e complessa.

Dal novembre del 1995, per circa un anno e mezzo, ha tenuto una rubrica di attualità e costume, dal nome Circolo Polare, apparsa tutti i giovedì su l'Unità - Mattina.

Nel 1997 inizia a lavorare come guida subacquea. Avvia la sua attività di insegnante di scrittura creativa: tiene corsi di "tecniche narrative" al Giardino dei Ciliegi di Firenze, alla Scuola Holden diTorino (fondata da Alessandro Baricco) e nelle scuole pubbliche. Dai corsi tenuti alla sezione di alta sorveglianza del carcere di Sollicciano nasce l'idea della raccolta antologica Se siete arrivati fin qua - Racconti dal carcere (Le Lettere, 2005), curata insieme con Paola Nobili. Conduce insieme a Anna Cepollaro il programma radiofonico Due sul Tre, su Rai Radio Tre.

Gioca nell'Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori.

Nel 2001 fonda, insieme con Domitilla Marchi, lo studio editoriale Aleph, una società che si occupa principalmente dell'editing di opere inedite. Sempre in collaborazione con Domitilla Marchi ha tradotto dal francese sei romanzi di Frédéric Dard, dalla serie del commissario Sanantonio: Sanà contro Mr. Blood, Sanà nel castello degli orrori, Sanà e la bocca di fuoco, Al Cappone, Cereal killer, L'urlo della piattola, per Le Lettere.
È in corso di lavorazione la sceneggiatura tratta da Pessimi segnali, ad opera di Federico Mastropaolo e del regista e giornalista pubblicista Leopoldo Santovincenzo.

A cadenza settimanale, sul Corriere Fiorentino appare una sua rubrica dedicata alle vicende amorose di giovani coppie intervistate dall'autore.

Angelo, il protagonista di Pessimi segnali, ritorna nel romanzo Le colline oscure (Barbera Editore, 2008).

Nel 2011 pubblica per Mondadori il romanzo Con un poco di zucchero.

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