READING E MOSTRA OMAGGIO A DON LORENZO MILANI NEI 40 ANNI DALLA MORTE

La Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika, nei 40 anni dalla morte di Don Lorenzo Milani ha voluto rendergli omaggio con una mostra ed un reading. La mostra comprende pannelli di svariate dimensioni con alcune delle parti più significative ed attuali delle opere di Don Milani, accompagnate da foto ed illustrazioni. Il reading viene, generalmente, realizzato dal vivo all'inaugurazione della mostra e poi lasciato in loop registrato come commento sonoro alla mostra. La mostra è stata ideata da Federico Batini. Il reading in CD è stato registrato da Federico Batini, Francesco Botti, Samuele Boncompagni, registrazione e commento musicale di Roberto Fiorini. Il reading live vede le voci di Federico Batini e Francesco Botti accompagnate dal violoncello di Paco Mengozzi. Mostra e reading sono già stati allestiti in occasione del Festival Narrazioni 2007 (nei Bastioni del Cassero della Fortezza Medicea di Poggibonsi), de "Il Giardino delle Idee" e del Play Art Festival (nella Sala del Consiglio Comunale di Arezzo).

Don Lorenzo Milani

DON LORENZO MILANI - Personaggio fra i più controversi della storia del Novecento, Don Milani ci appare tutt’oggi come un simbolo delle forti passioni della sua epoca, gli anni Cinquanta e Sessanta. Nato a Firenze nel 1923, vive una vita breve ma intensa (muore nel 1967 a 44 anni); la sua vocazione alla fede cristiana matura in un ambiente familiare indifferente, quando non espressamente ostile, all’esperienza religiosa. A 20 entra in seminario, cominciando già allora a rinnegare energicamente il suo passato, quei 20 anni che considera "passati nelle tenebre". Capisaldi nel suo pensiero di sacerdote e pastore divengono la lotta all’ingiustizia sociale, al divario tra poveri e ricchi, e con essi all’ignoranza; Don Milani vede infatti nella mancanza di cultura un ostacolo all’evangelizzazione e all’elevazione sociale; proprio per questo investe tutte le sue energie nella scuola, che gli appare lo strumento fondamentale per colmare quel fossato culturale che lo divide dai suoi fedeli, per dare la parola ai poveri perchè divengano più liberi e più eguali, per difendersi meglio e gestire da sovrani l’uso del voto e dello sciopero. Quindi, ordinato sacerdote a 24 anni, e dopo un iniziale esperienza a San Donato a Calenzano (vicino a Firenze), è “confinato” nel piccolo e sperduto paesino di Barbiana nel Mugello che attua il suo rivoluzionario esperimento educativo; il famoso motto della scuola da lui coniato “I care” (mi interessa, mi sta a cuore, l’esatto contrario del motto fascista “me ne frego”) riassume il suo pensiero: la presa di consapevolezza dei ragazzi deve nascere dall’interesse, dal coinvolgimento attivo, dall’abbandono di ogni ragionamento settario e ideologico e di ogni nozionismo passivo. E’ con questo spirito radicale, con questa ricerca di coerenza evangelica “drastica” nell’elevazione degli “ultimi”, che nascono i suoi scritti, che ben riassumono la “scomodità” di alcune sue posizioni, anche per la Chiesa stessa: in “Lettera ad una professoressa” contesta il metodo educativo tradizionale, per lui rigido ed elitario; in “Lettera ai giudici” prende nettamente posizione a favore dell’obiezione di coscienza, in opposizione agli stessi cappellani militari: proprio per questo viene processato, ma muore prima che la sentenza (di assoluzione) venga pronunciata.. Questi, come la maggior parte degli altri scritti maturati a Barbiana, sono stati realizzati cooperativamente da Don Milani con i ragazzi della scuola.

Associazione Nausika
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